È la categoria più regolata che esista: ecco cosa si può dire, cosa no, e come il video funziona entro quei limiti.
Cosa non si può promettere
Cinque famiglie di frasi, e bastano a far ritirare una campagna.
Guarire, curare, trattare, prevenire una malattia o ridurne i sintomi.
Confrontare un prodotto con un farmaco, o suggerire che lo sostituisca.
Promettere un risultato, un tempo, un'assenza di effetti indesiderati.
Raccomandare un uso a tutti, senza distinzione di situazione.
E raccontare un'esperienza personale che, di fatto, descrive un effetto terapeutico.
Una regola di sicurezza semplifica tutto: la persona in scena non dice nulla che la marca non abbia fornito per iscritto, parola per parola.
Cosa si può mostrare
Quattro cose, e bastano per un buon video.
Il gesto pratico: come si apre, come si dosa, come si conserva, come si smaltisce.
L'accessibilità: la leggibilità del foglietto, la dimensione dei caratteri, la facilità di apertura per una mano anziana.
Il percorso: dove si trova il prodotto, cosa si chiede al banco, cosa portare con sé.
E l'esperienza di servizio: l'attesa, l'accoglienza, la disponibilità, cosa succede quando si torna.
La fiducia è il vero prodotto
Tre ragioni per cui questa categoria premia la sobrietà.
Il pubblico arriva diffidente, e un video entusiasta aumenta quella diffidenza invece di ridurla.
L'informazione utile è rara: la maggior parte dei contenuti disponibili è pubblicitaria o allarmistica.
E la decisione si prende spesso per qualcun altro: un genitore, un figlio, una persona anziana.
Un video calmo, preciso, che spiega un meccanismo senza promettere nulla, ottiene in questa categoria risultati che il tono abituale non otterrà mai.
Il professionista deve restare al centro
Due principi, e proteggono tutti.
Ogni domanda che richiede un parere medico rimanda esplicitamente a un professionista, nel video stesso, non in una dicitura in caratteri piccoli.
E la marca non si sostituisce mai a quel rapporto: informa, facilita, non consiglia.
Cosa è possibile a seconda della categoria
| Categoria | Cosa resta possibile | Cosa è escluso |
|---|---|---|
| Un cosmetico | Mostrare la texture e il gesto | Un'affermazione terapeutica |
| Un dispositivo | Mostrare la confezione e il foglietto | Un consiglio d'uso personale |
| Un medicinale | Rimandare al farmacista | Ogni promozione |
Cosa si legge in video invece di dirlo
L'etichetta, la composizione e il foglietto. Riprendere il testo ufficiale evita di riformularlo, ed è quasi sempre la riformulazione a trasformare una frase lecita in una vietata.
Cosa si fa approvare prima della diffusione
Lo script completo, lo stato esatto del prodotto e le diciture obbligatorie, da confermare con un legale e con il professionista sanitario responsabile.
Il creator da scegliere
Tre profili, e il primo è il più sicuro.
La persona che parla della propria organizzazione quotidiana, senza mai toccare il medico: preparare, riporre, non dimenticare, trasportare.
Il professionista identificato, con le credenziali a schermo, nel quadro stretto di ciò che ha diritto di dire.
E chi assiste un familiare e descrive una logistica, cosa insieme utile, onesta e senza rischi.
Il profilo da evitare in assoluto: la persona che racconta la propria guarigione. È il contenuto più guardato della categoria e l'unico che espone gravemente la marca, per quanto curata sia la formulazione.
Fonti
Verificato il 4 settembre 2026. Soglie e aliquote cambiano: se questa guida e la fonte ufficiale divergono, fa fede la fonte ufficiale.



