Bonifici locali, pagamenti dall'estero, cambio, e le condizioni scritte che evitano il lavoro non pagato.

Come arriva il denaro

Tre canali, con usi molto diversi.

Il bonifico interbancario locale: rapido, affidabile, usato da tutte le aziende. È il canale predefinito per un cliente del paese.

Il pagamento dall'estero: più lento, con spese e un cambio applicato dalla banca ricevente, e a volte una verifica che blocca i fondi per qualche giorno.

E le piattaforme, utili per un primo lavoro con un cliente sconosciuto, care in percentuale sugli importi alti.

Un'abitudine utile: chiedi sempre la ricevuta del bonifico, e confrontala con l'importo realmente accreditato. Lo scarto, quando c'è, viene dalle spese e dal cambio, non dal cliente.

Chiedi un acconto sul primo lavoro

Tre ragioni, e si sommano.

L'acconto mette alla prova il canale di pagamento prima che il lavoro inizi: se il bonifico passa, passerà tutto il resto.

Filtra le richieste poco serie senza discussioni.

E finanzia l'acquisto dei materiali e gli spostamenti, che escono dalle tue tasche prima di ogni entrata.

L'importo che funziona: metà per un cliente nuovo, un terzo per uno conosciuto, incassato prima delle riprese e non prima della consegna.

Metti le condizioni per iscritto prima di girare

Sei righe, ed evitano quasi ogni contenzioso.

L'importo totale, la valuta, e cosa copre esattamente la prestazione.

La data di pagamento del saldo, espressa in data e non in numero di giorni.

Il numero di revisioni incluse.

La durata e i canali d'uso concessi.

Chi si accolla le spese bancarie in caso di pagamento estero.

E il fatto che la cessione dei diritti decorre dal pagamento integrale.

Tieni la versione definitiva per la fine

È la protezione più semplice e più efficace.

Consegna per l'approvazione una versione filigranata o a bassa risoluzione, che permetta di verificare tutto e chiedere revisioni.

Invia il file finale, pulito e utilizzabile, una volta ricevuto il pagamento.

Due precauzioni. Annuncia questo metodo già nel preventivo, mai al momento di consegnare: presentato in anticipo, è perfettamente accettato. E non usare la filigrana di un'applicazione di montaggio, che rende impossibile valutare bene il file.

Cosa protegge a ogni fase

FaseLa garanziaCosa impedisce
Prima delle ripreseUn preventivo firmato e un accontoUn lavoro a credito
All'approvazioneUna versione con filigranaUna diffusione senza pagamento
Dopo la fatturaUn sollecito datatoUna dimenticanza che si radica

Cosa si mette in fattura per essere pagati in fretta

Un numero, una scadenza precisa, l'importo, la valuta e le coordinate di pagamento scritte per esteso. Una fattura ambigua aspetta in fondo a una pila.

Cosa si fa dopo due solleciti

Sospendere ogni nuovo ordine, inviare un richiamo formale con data limite, poi valutare i rimedi, da confermare con un legale.

Cosa fare al primo ritardo

Quattro tappe, tenute senza emotività.

Il giorno dopo la data prevista, un messaggio breve con la fattura di nuovo allegata.

A sette giorni, una richiesta di data precisa e di stato: approvata, registrata, o in attesa di qualcosa.

A quindici giorni, lo stop a ogni nuova produzione per quel cliente, annunciato con calma.

E a trenta giorni, un sollecito formale scritto, indirizzato a chi ha approvato l'ordine, non solo all'amministrazione. Nella maggior parte dei casi era proprio quel passaggio a mancare, e il pagamento parte entro la settimana.

Fonti

Verificato il 26 agosto 2026. Soglie e aliquote cambiano: se questa guida e la fonte ufficiale non concordano, ha ragione la fonte ufficiale.