In questo mestiere il contratto non protegge il video. Decide quanto il video rende, e per quanto tempo.

I due diritti che cedi

Sono distinti, e molti accordi ne citano solo uno.

Il primo riguarda il video in sé, come opera: cosa la marca può farne, dove, per quanto tempo.

Il secondo riguarda la tua immagine e la tua voce, quando compari. Una marca può detenere i diritti su un video senza avere il diritto di usare il tuo volto su un manifesto.

Un accordo completo tratta i due separatamente, con durate che possono differire. È anche ciò che ti permette di autorizzare il video e rifiutare l'affissione.

Cosa fissa il prezzo della licenza

Quattro variabili, e si moltiplicano invece di sommarsi.

La durata, contata da una data scritta.

Il territorio, tenendo presente che una diffusione online supera spesso il paese senza che nessuno l'abbia deciso.

I canali: account della marca, pubblicità a pagamento, sito, email, affissione, televisione, fiera.

E l'esclusiva, che ti impedisce di lavorare per un concorrente per un periodo dato e che si paga a parte.

Una licenza corta e ampia non costa quanto una licenza lunga e stretta. Quota entrambe, lascia scegliere il cliente.

Il «perpetuo, tutti i mezzi, mondo intero»

È la formula più comune e la più cara da accettare senza pensarci.

Non è illegittima: alcune marche ne hanno davvero bisogno, e può vendersi molto bene. Il problema è cederla al prezzo di una licenza di sei mesi.

Due risposte possibili. O la vendi, a un prezzo che integra il fatto che quel video non lo rivenderai mai. Oppure proponi un'alternativa che i clienti accettano spesso: tre anni, rinnovabili, con un prezzo di rinnovo fissato in anticipo.

La trasparenza pubblicitaria

Non è negoziabile e riguarda entrambe le parti.

Una comunicazione commerciale deve essere identificabile come tale. La forma esatta, la collocazione della dicitura e le responsabilità rispettive della marca e del creator dipendono dal canale e dalla tua situazione: si verificano con un legale, prima della pubblicazione.

Due punti pratici: la dicitura deve restare visibile per chi arriva a metà video, e non si risolve solo nella descrizione.

I quattro parametri di una cessione

ParametroCosa apreCosa la rende più cara
I supportiPubblicità, sito, punto venditaOgni supporto aggiunto
La durataDa tre mesi a illimitataL'illimitato, sempre
Il territorioUna città, un paese, il mondoIl passaggio al mondo
L'esclusivaIl rifiuto dei concorrentiLa lunghezza del periodo

Cosa resta al creatore anche dopo la cessione

La qualità di autore del video e il diritto di pretendere che il montaggio non sia snaturato, salvo diverso accordo scritto.

Cosa si rilegge prima di firmare

La clausola di rinnovo automatico, quella che consente alla marca di cedere i diritti a terzi, e la sorte dei file sorgente, da confermare con un legale.

Cosa resta tuo

Tre cose, anche dopo una cessione ampia.

Il diritto di citare l'incarico nel tuo portfolio, se è scritto. Senza clausola, quel punto diventa una discussione penosa proprio quando ne hai più bisogno.

Il legame tra il tuo nome e il tuo lavoro, che la cessione dei diritti di sfruttamento non cancella.

E il rifiuto degli usi non previsti. Un video comprato per un account di marca e ritrovato su un cartellone non è un malinteso, è un uso fuori perimetro.

Il riflesso che risolve la maggior parte dei casi: chiedi, prima di firmare, dove il video sarà diffuso e per quanto tempo. Una risposta vaga a questa domanda annuncia sempre uno sconfinamento.

Fonti

Verificato il 4 settembre 2026. Soglie e aliquote cambiano: se questa guida e la fonte ufficiale divergono, fa fede la fonte ufficiale.