Le marche giudicano il vostro portfolio, non il numero di follower. Ecco come girare da tre a sei video dimostrativi con i vostri prodotti e presentarli bene.

Perché le marche giudicano il portfolio e non il pubblico

Perché non comprano il vostro pubblico, comprano la vostra capacità di produrre un video simile a ciò che già diffondono. Una persona seguita da cinquantamila account che riprende male non serve a nessuno in questo contesto. Una persona seguita da trecento account che consegna un'inquadratura nitida, un audio pulito e un gancio chiaro ottiene ordini regolari.

Come fare video senza alcun cliente

Riprendete prodotti che già possedete, rispettando due limiti: non fingete di lavorare per la marca, e non diffondete il video come pubblicità. Un video dimostrativo serve a mostrare il vostro mestiere a potenziali clienti, non a pubblicare una campagna a nome di qualcuno. In caso di dubbio sull'uso di una marca in inquadratura, la questione si verifica con un legale.

Che mix di video mettere in un portfolio

Sette video coprono quasi tutte le richieste.

Una dimostrazione di prodotto, tenuto in mano.

Un intervento in camera, senza prodotto.

Un'apertura di confezione, girata in una sola ripresa.

Un prima e un dopo, in una categoria che si presti.

Un video di preparazione o di ricetta, se la vostra cucina è presentabile.

Un video girato all'aperto, per mostrare versatilità.

E un video di trenta secondi con tre ganci diversi, molto richiesto.

Che livello di qualità puntare

Un gancio nei primi due secondi

È l'unico punto in cui sarete davvero giudicati. Una frase, un gesto, un'inquadratura che mostra il problema.

Sottotitoli su ogni video

La maggior parte delle visioni avviene senza audio. Sottotitoli riletti a mano, mai generati e dimenticati.

Un audio pulito

È il difetto più eliminatorio, e il più facile da correggere. Girate in una stanza arredata, mai in bagno.

Una buona luce

Basta una finestra. Il viso verso la luce, mai di spalle.

Un'immagine nitida e stabile

Un appoggio, un muro, una pila di libri. Nessuno chiede uno stabilizzatore, tutti notano un'inquadratura che trema.

Cosa non mettere in un portfolio

Sei contenuti che danneggiano più di quanto aiutino.

Un video personale non girato per una marca.

Un video con audio scadente, per quanto bella sia l'immagine.

Una schermata di statistiche, che a questo acquirente non interessa.

Un montaggio di più marche incollate troppo in fretta.

Un video con una musica di cui non avete i diritti.

E un video girato per un cliente che non ne ha autorizzato la diffusione.

Dove presentare il portfolio

Sei collocazioni, dalla più utile alla più accessoria.

Un unico link che si apre senza registrazione.

Un profilo su una piattaforma specializzata.

Una cartella condivisa, di riserva.

Un account dedicato, separato da quello personale.

Un documento di una pagina, con tariffe e tempi.

E una versione offline, per gli incontri senza rete.

Quale video mettere per primo, e quanti tenerne

Sei regole semplici.

Il più vicino al prodotto del cliente, trattato sopra.

Mai più di sei video in tutto.

Nessun video oltre i quaranta secondi in apertura.

Togliere ogni video che non rifareste.

Sostituire un video appena un ordine reale lo supera.

E tenere stabile l'ordine, per sapere cosa è già stato visto.

Cosa scrivere sotto ogni video

Sei informazioni, una riga ciascuna.

La categoria di prodotto.

L'intenzione del video, in tre parole.

La durata e il formato.

Il luogo delle riprese.

L'attrezzatura usata, e se era un telefono, ditelo.

E il tempo impiegato, dal brief alla consegna.

Cosa ci si mette, e in che ordine

PosizioneCosa ci si collocaPerché
Il primo videoQuello che somiglia al cliente puntatoDecide in cinque secondi
I due successiviDue formati diversiMostrano l'ampiezza
L'ultimoUna dimostrazione di prodottoProva la tecnica

Cosa si toglie senza esitare

Le prove personali, i video di più di due anni, e tutto ciò che è stato girato con attrezzatura che non si ha più. Una marca giudica un profilo dal suo anello più debole.

Cosa si cambia prima di ogni invio

L'ordine, in base al destinatario. Due minuti di riorganizzazione valgono più di un video nuovo, perché convince la pertinenza, non il numero di esempi.

Come far crescere il portfolio con gli ordini reali

Sette regole per non restare fermi agli inizi.

Chiedere a ogni cliente il diritto di mostrare il video, già nel preventivo.

Sostituire un video dimostrativo con un ordine reale appena possibile.

Tenere traccia dei video che non potete mostrare.

Aggiungere una categoria solo dopo averla girata due volte.

Togliere i video di oltre due anni, salvo eccezioni.

Aggiornare le tariffe insieme ai video.

E rifare un video dimostrativo per trimestre, anche senza cliente.

Un ultimo riferimento: un portfolio non è una galleria, è un argomento. Sei video ben scelti, ordinati secondo la persona a cui scrivete, valgono più di venti video sistemati per data.