Un contratto da creator sta in una pagina. Cinque clausole evitano quasi tutti i contenziosi, e una sola decide il valore reale del lavoro.

Uno: cosa viene consegnato, esattamente

È la clausola che evita gli equivoci più comuni.

Scrivi il numero di video, la durata, i formati, le lingue, e cosa accompagna la consegna: master senza testo, versioni ritagliate, girato o no.

Aggiungi ciò che non è incluso. Quel secondo elenco evita più conflitti del primo.

Due: quante revisioni sono incluse

È la clausola che protegge il tuo tempo.

Due revisioni bastano nella maggior parte dei casi, a patto di definire cos'è una revisione: una serie di correzioni inviata in una volta, e non tre messaggi successivi in tre giorni.

Indica il prezzo della revisione successiva. Quel solo numero basta a far raggruppare le richieste.

Tre: i diritti d'uso

È la clausola che decide il valore reale del lavoro.

Tre elementi, sempre: la durata, i supporti, il territorio.

Un video pubblicato una volta su un profilo non ha nulla a che vedere con lo stesso video diffuso in pubblicità a pagamento per un anno. Sono due prodotti diversi, e si fatturano diversamente.

Aggiungi il prezzo di un'estensione, quotato in anticipo. Una marca che vuole prolungare preferisce quasi sempre pagare che rigirare.

Quattro: prezzo, valuta e termini di pagamento

È la clausola più importante quando il cliente è all'estero.

Scrivi l'importo, la valuta di fatturazione, quella di incasso quando differiscono, e chi sostiene le spese di trasferimento.

Indica il termine in giorni lavorativi dal ricevimento della fattura, e non dalla consegna, che sono due date diverse.

Aggiungi una data di validità del preventivo, breve. Un prezzo accettato sei settimane dopo non vale quanto valeva il giorno in cui è stato scritto.

Cinque: l'annullamento

È la clausola che nessuno scrive e che salva i mesi brutti.

Tre situazioni da prevedere. L'annullamento prima delle riprese, con una percentuale trattenuta. L'annullamento dopo le riprese ma prima della consegna, con l'intero importo di produzione. E il rinvio su richiesta del cliente, quando il prodotto non arriva.

Quest'ultimo caso è il più frequente e il più costoso: una giornata bloccata e poi annullata non si recupera.

Le sei righe che bastano

RigaCosa fissa
OggettoNumero di video e formati
PrezzoImporto, valuta, scadenza
CessioneSupporti, durata, territorio
ModificheQuante sono incluse
ConsegnaData e forma dei file
RecessoCosa succede se una parte rinuncia

Cosa si firma prima delle riprese, mai dopo

Il documento completo. Un accordo ottenuto a video consegnato non ha più alcun potere negoziale, e il creatore ha già lavorato.

Cosa vale per le persone riprese

Ogni persona riconoscibile dà un consenso scritto, familiari compresi. Senza quel documento il video non può essere diffuso, da confermare con un legale.

Cosa non ha bisogno di essere complicato

Il documento stesso.

Una pagina, scritta in linguaggio semplice, firmata per scambio di messaggi o con firma elettronica. Non è la lunghezza a dare solidità: è la precisione delle cinque clausole.

Aggiungi soltanto, quando l'incarico lo giustifica, due indicazioni in più: l'accordo della persona visibile in immagine, con la stessa durata e gli stessi supporti della licenza, e l'obbligo di far comparire l'identificazione del carattere commerciale al momento della pubblicazione.

Gli obblighi applicabili dipendono dalla tua situazione, dal cliente e dal paese di diffusione, e si verificano con un consulente prima del primo incarico importante e non dopo il primo mancato pagamento.