Un creator UGC che lavora con brand brasiliani si scontra rapidamente con una questione pratica: come emettere fattura. In Brasile la risposta standard è il MEI, cioè il microimprenditore individuale. È il regime che permette di fatturare legalmente, di essere pagato dalle aziende e di accedere ai clienti che, senza nota fiscale, non possono comprare.

Perché conta

Molti brand brasiliani, in particolare le aziende strutturate e le agenzie, non possono pagare una persona fisica senza documento fiscale. Senza MEI resti tagliato fuori dai clienti migliori, quelli che pagano di più e che tornano. È l'unica barriera amministrativa reale del mestiere, e si supera in pochi minuti.

Cos'è il MEI

Il MEI è un regime semplificato per microimprenditori con un tetto di fatturato annuo. Offre:

  • Un numero di partita IVA aziendale (CNPJ) a proprio nome.
  • La possibilità di emettere nota fiscale.
  • Un contributo mensile forfettario (DAS) di importo ridotto e fisso, indipendente dal fatturato.
  • Accesso alla previdenza sociale, quindi contributi pensionistici e copertura in caso di malattia.

Non serve un commercialista per aprirlo, la procedura è online e gratuita.

Come si apre

  1. Si accede al portale ufficiale del governo dedicato al microimprenditore.
  2. Si inseriscono i dati personali (CPF, data di nascita, indirizzo).
  3. Si sceglie l'attività, cioè il CNAE. Per l'UGC le attività pertinenti riguardano la produzione di contenuti audiovisivi, la pubblicità e i servizi di fotografia. Si può indicare un'attività principale e alcune secondarie.
  4. Si conferma, e il CNPJ viene generato subito.

Dal momento dell'apertura scatta l'obbligo di pagare il DAS mensile, anche nei mesi senza incassi.

Il DAS mensile

Il DAS è il contributo forfettario che copre previdenza e imposte. Si paga ogni mese, anche a fatturato zero, e il mancato pagamento accumula sanzioni e può portare alla cancellazione del regime. È l'errore più comune: aprire il MEI e dimenticare il pagamento mensile.

Consiglio pratico: attivare il pagamento automatico o l'addebito ricorrente appena aperto.

Il tetto di fatturato

Il MEI ha un limite annuo di ricavi. Superarlo comporta il passaggio a un regime superiore, con più obblighi contabili e imposte più alte. Per un creator UGC il tetto è generoso rispetto ai primi anni di attività, ma va tenuto d'occhio se lavori a volume o con clienti esteri che pagano in euro o dollari.

Fatturare a clienti stranieri

Un creator brasiliano può benissimo lavorare per brand europei o statunitensi. Due punti pratici:

  • La conversione valutaria è a tuo vantaggio: una tariffa media in euro rappresenta un ricavo solido rispetto al costo della vita locale.
  • L'incasso passa da un canale internazionale, e va dichiarato regolarmente. Fissare il prezzo in euro e ricevere in reais è la prassi più diffusa.

Le condizioni da mettere per iscritto

Il MEI risolve la parte fiscale, non il rischio di non essere pagato. Con i clienti diretti servono comunque:

  • Metà in anticipo con un cliente nuovo.
  • Nessun file grezzo prima del saldo.
  • Prezzo, numero di revisioni incluse, diritti d'uso e scadenza messi nero su bianco.

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Domande frequenti

Il MEI è obbligatorio per fare UGC in Brasile?

Non per legge in ogni caso, ma senza nota fiscale molte aziende e agenzie non possono pagarti.

Quanto costa mantenerlo?

Un contributo mensile forfettario ridotto (il DAS), da pagare anche nei mesi senza incassi.

Quale CNAE scegliere per l'UGC?

Le attività legate alla produzione audiovisiva, alla pubblicità e alla fotografia. Si può dichiarare un'attività principale e alcune secondarie.

Si può fatturare a un brand straniero con il MEI?

Sì. Molti creator brasiliani lavorano per marchi europei e nordamericani, dichiarando regolarmente gli incassi.

Fonti

Verificato il 26 agosto 2026. Soglie e aliquote cambiano: se questa guida e la fonte ufficiale divergono, fa fede la fonte ufficiale.