Quando una marca in Spagna decide di commissionare UGC, compaiono due strade: un'agenzia o un marketplace di creator. Entrambe ti danno persone che girano. Si distinguono su tre punti concreti, e la risposta giusta dipende dal volume e da chi gestirà il processo.
Che cosa fa ciascuna
L'agenzia
L'agenzia porta strategia, selezione, brief, follow up e una fattura sola. Fa pagare quel lavoro, di solito con un margine sul compenso del creator o con un costo di gestione.
Il marketplace
Il marketplace ti dà accesso diretto ai creator, con prezzi visibili e ingaggio a incarico. Il brief e il processo li gestisci tu; il prezzo è più basso perché il lavoro di coordinamento è tuo.
Quando conviene l'una o l'altra
Un'agenzia
Se ti servono pochi pezzi all'anno ma con alta complessità: una categoria regolamentata, approvazioni legali, riprese in esterna, campagne con talent e set.
Un marketplace
Se ti serve volume costante, vuoi testare molti ganci, hai un brief chiaro e preferisci pagare il lavoro del creator invece del coordinamento.
Molte marche finiscono per combinare: un'agenzia per la campagna grossa, un marketplace per il flusso mensile di creatività a pagamento.
Le tre domande da porre sempre
Chi detiene i diritti
Se l'agenzia firma con il creator, verifica che la cessione arrivi fino a te, e con quale durata e territorio.
Che cosa succede con l'esclusiva
Alcune agenzie bloccano il creator verso altre marche; questo ha un valore e anche un costo.
Come e quando viene pagato il creator
Un intermediario che paga in ritardo ti lascia senza i creator migliori alla seconda campagna, anche se tu hai pagato puntuale.
L'errore che si ripete
Scegliere sul prezzo unitario senza guardare il costo totale: pezzi scartati, giri di revisione, tempo di gestione interna e diritti comprati oltre il necessario. È quel calcolo, non la tariffa, a decidere quale opzione sia davvero più economica.



