Quando una marca francese decide di commissionare UGC, si aprono due strade: un'agenzia o un marketplace di creator. Entrambi forniscono persone che filmano. Si distinguono su tre punti concreti, e la scelta giusta dipende dal volume e da chi guida il processo.
Che cosa fa ciascuno
L'agenzia
L'agenzia porta strategia, selezione, brief, monitoraggio e una fattura sola. Fa pagare quel lavoro, con un margine sul compenso del creator o con onorari.
Il marketplace
Il marketplace dà accesso diretto ai creator, con prezzi visibili e contratti per lavoro. Il brief e il monitoraggio sono tuoi, e il prezzo scende di conseguenza.
Quando l'uno batte l'altro
L'agenzia
L'agenzia quando produci poco ma complesso: una categoria regolamentata, approvazioni legali, riprese in esterni, campagne con interpreti e scenografie.
Il marketplace
Il marketplace quando produci spesso e semplice: un flusso mensile di creatività per i media a pagamento, molti ganci da testare, un brief che hai già affinato.
Molte marche combinano: un'agenzia per la campagna annuale, un marketplace per il flusso.
Le tre domande da fare in entrambi i casi
Chi detiene i diritti
Se l'agenzia contrattualizza con il creator, verifica che la cessione arrivi davvero fino a te, con durata e territorio, e che copra i media a pagamento.
Come si gestisce l'esclusiva
Bloccare un creator ai tuoi concorrenti ha un valore e un costo; quel punto deve essere esplicito.
Quando viene pagato il creator
Un intermediario che paga a sessanta giorni ti priva dei profili migliori alla campagna successiva, anche se tu hai pagato a trenta.
Il calcolo onesto
Confronta il costo totale, non il prezzo unitario: pezzi scartati, giri di revisione, tempo interno, diritti comprati oltre il bisogno. È quel totale a decidere, ed è spesso controintuitivo.



