La marca ha pagato un video, lo ha pubblicato una volta e poi lo ha lasciato sparire nel feed. È lo spreco più comune della categoria, e correggerlo non costa nulla: basta mettere il contenuto che già hai dove l'acquisto si decide davvero.

I cinque posti in cui rimetterlo

La pagina prodotto

Chi esita guarda un video d'uso prima di confermare il carrello. È il posizionamento con l'effetto misurabile più forte.

La home e le pagine di categoria

Una prova umana in mezzo alla fotografia da studio cambia la percezione in un secondo.

Le email

Sequenza di benvenuto, carrello abbandonato, contatto dopo l'acquisto. Basta un'immagine animata o un fermo immagine cliccabile, perché non tutti i client di posta riproducono video.

L'assistenza clienti

Una libreria di risposte video per domanda ricorrente riduce il numero di ticket e il tempo di gestione.

Punto vendita e fiere

Schermo, totem, tablet, catalogo digitale.

Che cosa richiede sul piano tecnico

Formati preparati alla consegna: verticale, quadrato, orizzontale, con e senza voce, con sottotitoli impressi. Chiedili al momento del brief, non sei mesi dopo.

File con nomi corretti conservati in un unico posto, altrimenti nessuno li troverà.

E una compressione ragionevole per il sito, perché un video pesante su una pagina prodotto degrada la velocità e annulla il beneficio.

Il punto contrattuale

Quasi tutti i contratti UGC coprono solo i social. Sito, email, scheda sul marketplace e punto vendita sono usi distinti e vanno messi per iscritto, con durata e territorio.

Costo tipico: molto meno di una produzione nuova, e negoziato una volta sola se ci pensi nel primo contratto.

Per approfondire