Non vendi un file video: vendi il permesso di usarlo, entro un perimetro preciso. Tutto il resto del contratto discende da questa distinzione.
Cosa vendi davvero
Tre oggetti diversi, spesso confusi in un unico paragrafo.
Il lavoro di produzione: il tempo di ripresa, il montaggio, i giri di revisione. Si fattura a giornata o a pezzo.
La licenza d'uso: il diritto di sfruttare il video, per una durata, su certi supporti, in un territorio. Si fattura a parte.
E la tua immagine, se compari. Non è diritto d'autore, è un diritto della personalità, e segue altre regole.
Un contratto che non distingue queste tre righe finisce sempre per essere discusso, di norma nel momento peggiore.
Le variabili che fissano il prezzo della licenza
Quattro, e si combinano.
La durata: tre mesi, sei mesi, un anno, illimitata. Ogni gradino ha un prezzo.
I supporti: profilo del creator, profilo della marca, pubblicità a pagamento, sito di vendita, marketplace, schermi in negozio, stampa.
Il territorio: Spagna, mercato di lingua spagnola, mondo. Una marca che esporta deve dirlo.
E l'esclusiva: il divieto di lavorare per un concorrente per un dato periodo. È la variabile più cara e la più spesso richiesta senza essere pagata.
Le cinque righe che evitano ogni contenzioso
Stanno in un paragrafo, e si copiano da un contratto all'altro.
La descrizione precisa dei deliverable: numero di video, durate, formati, lingue.
L'elenco nominativo degli usi autorizzati.
La data di inizio e la data di fine della licenza, invece di una durata fluttuante.
Il numero di revisioni incluse e il prezzo della successiva.
E le condizioni di pagamento: acconto, scadenza, penale di ritardo.
Aggiungi una sesta riga quando il tema lo consente: il prezzo concordato in anticipo per un rinnovo.
Il "perpetuo e mondiale" che torna sempre
È la richiesta più frequente, e non è illegittima: una marca vuole evitare di inseguire scadenze su trecento file.
Due risposte possibili, e una sola sbagliata.
Quella buona: accettare e fatturare quanto vale, cioè nettamente più di una licenza annuale.
L'altra buona: proporre una durata lunga con rinnovo automatico e prezzo noto.
Quella sbagliata: accettare senza cambiare il prezzo, perché il video sembra non costare nulla da conservare. Continuerà a girare per anni.
Cosa copre ogni documento
| Documento | Cosa regola | Quando si firma |
|---|---|---|
| Il preventivo accettato | Il prezzo, il contenuto, la data | Prima delle riprese |
| La cessione dei diritti | Supporti, durata, territorio | Insieme al preventivo |
| La liberatoria di immagine | Le persone riprese | Il giorno delle riprese |
Cosa manca più spesso
La liberatoria dei terzi. Un amico, un minore o un dipendente ripreso senza scritto rende il video inutilizzabile, e ci si accorge al momento della diffusione.
Cosa si rilegge prima di firmare
Il rinnovo automatico, la cessione a terzi, la clausola di esclusiva e la sorte dei file sorgente, da confermare con un legale.
La tua immagine e la tua opera
È la parte meno compresa, e conta quanto il resto.
Il tuo volto e la tua voce rientrano in un consenso distinto, dato per usi precisi, la cui estensione si discute come la licenza.
I diritti legati alla qualità di autore non si trasferiscono allo stesso modo dello sfruttamento. Una marca che rimonta un video fino a snaturarlo, o che lo usa in un contesto che non avresti accettato, apre una discussione diversa.
Queste regole dipendono dal contenuto, dal contratto e dalla situazione, e si verificano con un legale prima di firmare invece che dopo la diffusione.
Fonti
- Agencia Tributaria, Spanish tax authority
- Spanish Social Security, self-employed registration (RETA)
Verificato il 4 settembre 2026. Soglie e aliquote cambiano: se questa guida e la fonte ufficiale divergono, fa fede la fonte ufficiale.



