Il messaggio che ricevi da una marca non è ancora un incarico. È una gara contro altri tre creator, e si vince quasi sempre alla prima risposta.

La velocità conta più della perfezione

Una marca che scrive ha di solito una data di campagna che incombe. Rispondere entro qualche ora, anche solo per confermare che hai letto e che mandi il preventivo in giornata, ti mette davanti a chi risponde in modo impeccabile due giorni dopo.

Le quattro domande da rimandare

  1. Per quali canali è il video? Solo organico, oppure anche pubblicità a pagamento.
  2. Per quanto tempo lo userete? È la base per quotare i diritti.
  3. Quanti video e quante varianti?
  4. Entro quando?

Quelle quattro domande fanno due cose insieme: ti danno i dati per il preventivo e dicono alla marca che hai lavorato con persone che le facevano.

Il primo messaggio che converte

Breve, in tre parti. Una riga che conferma che la categoria è la tua, con un esempio concreto. Le quattro domande. Una riga sui tempi: quando potresti girare e quando consegneresti. Nessuna introduzione lunga, a quello serve il profilo.

Che cosa non fare

  • Non dare un prezzo prima di conoscere i diritti. È il modo più comune di regalare la parte più costosa.
  • Non accettare il budget indicato mentre il perimetro non è chiaro.
  • Non offrire un video di prova gratuito. Abbassa il tuo valore nella stessa frase in cui volevi dimostrarlo.

Il dettaglio spagnolo

Il tu è la norma in quasi tutto il settore, ma con una grande azienda o uno studio professionale conviene cominciare in modo formale e seguire il registro che imposta il cliente. Cambiare registro a metà conversazione è l'unica cosa che suona strana.

Per approfondire

Ricevi le richieste delle marche →


Domande frequenti

Quanto in fretta devo rispondere?

Entro qualche ora, anche solo per dare un riscontro.

Devo dare subito un prezzo?

No, chiedi prima i canali e la durata.

Quanto deve essere lungo?

Tre parti brevi.

Do del tu o del lei?

Segui il registro che usa il cliente.