Se una marca ha dato a un creator denaro, un prodotto gratuito o qualsiasi altra cosa di valore, il pubblico deve poterlo capire. In Canada non è una cortesia, è lo standard atteso e l'applicazione è diventata più ferma.

Il test è se chi guarda normalmente lo capirebbe

La dichiarazione deve essere chiara, ben visibile e comprensibile nel momento in cui il pubblico vede il contenuto. Chi guarda trenta secondi e non capisce mai che il video era a pagamento non ha ricevuto una dichiarazione, qualsiasi cosa dicesse una didascalia.

La dichiarazione nascosta non conta

Dietro un link per leggere di più, alla fine di una didascalia lunga, dentro un muro di hashtag, in un colore che si confonde con lo sfondo, o solo nella descrizione del video che nessuno apre. Tutte falliscono lo stesso test per lo stesso motivo.

Il prodotto gratuito conta come pagamento

Un creator che ha ricevuto l'oggetto senza pagarlo ha un legame materiale da dichiarare, anche se non è passato denaro. Lo stesso vale per sconti, commissioni di affiliazione, viaggi, ingressi a un evento o un rapporto continuativo con la marca.

La marca deve dare istruzioni

Una marca che non dice niente sulla dichiarazione non è protetta dal silenzio del creator. Metti l'obbligo di dichiarazione nel brief, in termini chiari, e verifica che ci sia prima che il video giri.

Farlo bene non costa niente

Un creator che dice la parola pubblicità o collaborazione nei primi secondi non riduce il rendimento in modo significativo, e il pubblico lo dà comunque sempre più per scontato. La versione che danneggia la fiducia è quella che viene scoperta. Questa è un'informazione generale e non una consulenza legale.

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Domande frequenti

Qual è il test?

Se chi guarda normalmente lo capirebbe.

Un hashtag in didascalia conta?

Non se è sepolto o facile da mancare.

Il prodotto gratuito è pagamento?

Sì, è un legame materiale.

Chi deve istruire sulla dichiarazione?

La marca, nel brief.