Ci sono due modi di ingaggiare un creator in Italia: passare da una marketplace o cercarlo e contattarlo direttamente. Costano diversamente, ma non nel modo che si immagina.

Cosa costa davvero il contatto diretto

Il tempo. Trovare profili, verificarli, scrivere, aspettare risposta, negoziare, chiarire i diritti, gestire il pagamento e la fattura. Per una prima campagna con tre creator, sono facilmente due giornate di lavoro di una persona del marketing. Il creator costa meno, il processo costa di più.

Cosa costa una marketplace

Una commissione, in cambio di quattro cose: profili con prezzi e tempi già visibili, un canale di conversazione unico, una struttura di pagamento e la traccia scritta di ciò che è stato concordato. Il valore non è trovare le persone, è ridurre il numero di passaggi tra la richiesta e il video consegnato.

Dove sta il rischio

Nel diretto: pagare in anticipo qualcuno che non conosci, o consegnare senza accordo scritto sui diritti. La maggior parte dei problemi in Italia nasce qui.

Nella marketplace: scegliere il profilo sbagliato perché la scheda è ben fatta. La soluzione è la stessa in entrambi i casi, chiedere un esempio non pubblicato.

Quale usare per una prima campagna

La marketplace, per una ragione pratica: la prima campagna serve a imparare cosa funziona, non a ottimizzare il costo unitario. Ridurre le variabili conta più che risparmiare una commissione.

Quando il diretto diventa sensato

Quando hai già lavorato con la stessa persona due o tre volte, la relazione è stabile e il perimetro è chiaro. A quel punto il processo pesa poco, perché non c'è più niente da negoziare.

Per approfondire

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Domande frequenti

Cosa costa di più?

Il diretto, in tempo interno.

Cosa dà una marketplace?

Prezzi visibili, un canale unico, tracciabilità.

Cosa chiedere in entrambi i casi?

Un esempio non pubblicato e i diritti per iscritto.

Quando passare al diretto?

Dopo due o tre lavori con la stessa persona.