Gli otto secondi che un compratore passa sul tuo profilo, cosa guarda per primo, e le tre righe che decidono il messaggio.

Cosa guarda per primo

Quattro elementi, prima di qualsiasi lettura attenta.

L'immagine fissa del primo video, che risponde alla domanda sulla padronanza tecnica.

La categoria mostrata, perché la ricerca avviene per bisogno.

La città, che decide la consegna del prodotto e talvolta le riprese in esterni.

E la presenza di un prezzo o di un ordine di grandezza, assente nella maggior parte dei profili, quindi distintiva.

Le tre righe che decidono

La prima dice cosa produci e per chi, senza aggettivi.

La seconda dice i tuoi tempi abituali e la tua disponibilità della settimana.

La terza dice cosa non fai, il che rassicura più di un elenco di competenze.

Una nota di scrittura: scrivi quelle righe in frasi intere. I profili fatti di parole chiave separate da barre si somigliano tutti e soprattutto non sopravvivono al copia e incolla trattato sopra.

L'ordine degli esempi conta più della loro qualità

Quattro regole di ordinamento.

Metti per primo l'esempio più vicino a ciò che vende il compratore, anche se non è il tuo lavoro migliore.

Metti per secondo un formato diverso, per mostrare ampiezza.

Non mettere mai due video dello stesso prodotto di seguito.

E fermati a cinque. Oltre nessuno guarda, e la selezione diventa lavoro tuo, non del compratore.

Cosa toglie credibilità

Cinque dettagli che costano ordini.

Numeri di pubblico messi in avanti, quando il compratore vuole un file video.

Una foto profilo che non somiglia alla persona dei video.

Un testo pieno di superlativi, che segnala il contrario di ciò che afferma.

L'assenza totale di indicazione di prezzo, che allunga il primo scambio senza proteggere nulla.

E una risposta oltre le ventiquattr'ore, che elimina più sicuramente di qualsiasi difetto di stile.

Il dettaglio italiano

Quattro punti propri di questo mercato.

Le marche familiari e le piccole imprese rappresentano una parte importante della domanda, e cercano una persona raggiungibile, non un'agenzia.

Il nord e il sud non hanno lo stesso tessuto di clienti né le stesse categorie dominanti.

La dicitura pubblicitaria è attesa e verificata, anche su collaborazioni modeste; la sua formulazione esatta si verifica con un legale.

E la capacità di fatturare correttamente, con le indicazioni obbligatorie, è un criterio di selezione a sé.

Le tre domande a cui un profilo deve rispondere

La domanda della marcaDove trova la risposta
Sa riprendere il mio tipo di prodotto?La galleria, prima anteprima
Quanto e in quanto tempo?La riga di tariffa e termine
In che lingua ricevo la voce?La riga di presentazione

Cosa sostituisce una biografia lunga

Una frase che dice il mestiere, la città, i formati e la lingua. Tre righe lette valgono più di dieci ignorate.

Cosa si tiene fuori dalla vetrina

Le prove, i lavori fuori tema e i video vecchi di qualità inferiore. Restano raggiungibili più in basso, non stanno in cima.

In che lingua scrivere

Tre casi, tre risposte.

Per le marche locali l'italiano è indispensabile, e la naturalezza della lingua è già di per sé un argomento.

Per le agenzie internazionali e le marche straniere che entrano in questo mercato l'inglese è necessario.

E la soluzione giusta è un profilo bilingue, l'italiano come versione principale, l'inglese sotto, senza traduzione parola per parola.

Un ultimo riferimento: un profilo non è una presentazione di te, è una scheda d'ordine. Chi decide vuole sapere cosa, in quanto tempo, a che prezzo e con quali diritti. Il resto può aspettare il primo scambio, se ci sarà.