Un responsabile marketing che cerca un creator in Italia apre venti profili in dieci minuti. Il tuo ha circa otto secondi per essere messo nella lista corta o chiuso.

Cosa guarda per primo

  1. La prima riga. Non il nome, non la foto: la riga che dice cosa filmi. "Filmo integratori e prodotti per la casa" ti fa entrare nella lista, "Content creator appassionata di lifestyle" ti fa chiudere.
  2. Il primo video in gallery. Non il migliore in assoluto, quello più vicino alla categoria di chi guarda.
  3. Il prezzo di partenza. Se non c'è, molti chiudono: non sanno se sei fuori budget e non hanno tempo per chiedere.
  4. I tempi di consegna.

Le tre righe che decidono

  • Cosa filmi, in categorie concrete, non in aggettivi.
  • Per chi, il tipo di brand con cui lavori già.
  • Cosa ottiene chi ti ingaggia, in una riga: numero di video, varianti, tempi.

Tutto il resto della biografia è decorazione.

L'ordine dei campioni conta più della qualità

Chi guarda si ferma al primo o secondo video. Metti davanti quello che assomiglia di più al lavoro che vuoi ricevere. Se vuoi lavorare nel food, il primo video è food, anche se il tuo pezzo più bello è un unboxing di elettronica.

Cosa toglie credibilità

  • Foto profilo troppo costruita: sembra un servizio fotografico, non una persona che filma in casa.
  • Nessuna indicazione di prezzo.
  • Video con audio scadente in prima posizione.
  • Liste di dieci nicchie diverse.

Il dettaglio italiano

Scrivi in italiano e in inglese, in questo ordine. I brand italiani cercano in italiano, le agenzie e i clienti esteri leggono in inglese. Chi ha solo l'inglese perde le richieste locali, che sono quelle che pagano prima.

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Domande frequenti

Cosa mettere nella prima riga?

Le categorie che filmi, in parole concrete.

Devo mostrare il prezzo?

Sì, almeno un prezzo di partenza.

Quanti campioni servono?

Tre o quattro, ordinati per rilevanza.

In quale lingua scrivere?

Italiano e inglese, in quest'ordine.