In Italia il media kit serve a una cosa sola: far decidere un'agenzia in trenta secondi. Se richiede di aprire un allegato, ha già perso.

Cosa mettere su una pagina

  1. Chi sei in una riga. "Creator UGC, food e ristorazione, italiano e inglese, Milano."
  2. Da tre a quattro video, con link diretti. Il migliore per primo.
  3. Le nicchie coperte, due al massimo.
  4. I formati offerti: testimonianza, unboxing, dimostrazione, senza volto.
  5. I pacchetti con i prezzi, con tempi di consegna e revisioni incluse.
  6. Come ordinare: un link, non un indirizzo generico.

Cosa lasciare fuori

Il numero di follower, la biografia personale, gli aggettivi generici, dieci video invece di quattro, e la formula "contattami per un preventivo", che è la prima causa di richieste perse.

Perché il link batte il file

Le agenzie italiane ricevono decine di candidature. Un PDF va scaricato, aperto, e invecchia appena cambi i prezzi. Un link si apre in un secondo, resta aggiornato, e permette di guardare i video senza uscire dalla pagina.

Il formato più efficace resta il profilo su un marketplace: contiene già portfolio, nicchie, formati, pacchetti con prezzo e pulsante d'ordine. È un media kit dove il cliente può anche comprare, il che elimina il passaggio intermedio.

Come usarlo

Nel primo messaggio, un solo link. Nella biografia dei social, lo stesso link. In risposta a una richiesta, invece di descrivere cosa sai fare, mandi il link. Aggiornalo a ogni aumento di prezzo e ogni volta che sostituisci un video campione con un lavoro reale.

Per il modello completo, leggi il media kit da creator UGC.

Per approfondire

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Domande frequenti

PDF o link?

Link, sempre. Resta aggiornato e si apre in un secondo.

Vanno indicati i prezzi?

Sì. Toglie un passaggio e filtra i contatti senza budget.

Quanti video mettere?

Da tre a quattro, il migliore per primo.

Serve se ho già un profilo su un marketplace?

No, il profilo fa la stessa cosa e in più permette di ordinare.